Un colloquio può essere molto stressante.

5 consigli per avere successo in un colloquio lavorativo

Presentarsi per la prima (o la decima) volta a un colloquio con un potenziale datore di lavoro può essere molto difficile e stressante. Dovete essere sicuri di voi stessi, ma nel contempo dimostrarvi vogliosi di imparare, qualificati ma adatti al posto; e tutto ciò mentre un reclutatore professionista vi guarda dall’alto in basso. E’ quindi comprensibile che si possa essere timorosi prima di un colloquio, e purtroppo, come in molte altre relazioni tra persone, non esiste una “formula magica” per il successo. Tuttavia, ci sono dei picccoli trucchi che potete facilmente mettere in pratica per facilitarvi molto la vita in queste situazioni. Eccone 5:

  1. Migliorate i punti deboli

Se sapete che un certo aspetto del processo di reclutamento vi è particolarmente ostico, lavorateci prima del colloquio per massimizzare le vostre chance: perfezionate il vostro CV o la cover letter, fate pratica oratoria davanti ad amici e conoscenti, se avete il tempo iscrivetevi a seminari o corsi per ampliare le vostre esperienze professionali. Se fate questo lavoro di preparazione prima, senza limiti di tempo, nel colloquio vero e proprio apparirete più professionali e brillanti.

  1. Vendetevi

Tutti i prossimi consigli si basano sul concetto (forse arido ma molto obiettivo) che durante un colloquio di lavoro voi state vendendo le vostre abilità e competenze al recruiter. Se dimenticate la psicologia e i giochi mentali, e vi concentrate piuttosto sulla transazione in corso, non solo sarete più calmi e compassati, ma sarà più facile mettere in luce il vostro Unique Selling Point (USP): le caratteristiche che rendono il vostro “prodotto” raro o unico rispetto alla concorrenza, e quindi più desiderabile.

  1. Che cosa cercano?

Se siete già al colloquio di lavoro, significa che probabilmente avete risposto a una richiesta per il posto (sia essa su un giornale, online, o tramite conoscenze). In questo caso, avete già avuto la possibilità di vedere che cosa i vostri potenziali datori di lavoro cercano nei candidati, e ritenete di avere le competenze necessarie per ottenere il posto (o non sareste al colloquio). A questo punto, diventa importante mettere in luce come le vostre esperienze/studi/attitudini si possano rapportare a ciò che l’azienda richiede. Ragionare in questo modo diretto contestualizza le vostre abilità al reccruiter, e vi mette avanti rispetto alla concorrenza senza aver ancora parlato del vostro USP.

  1. Imparate dalla competizione

Conoscete qualcuno in una situazione simile alla vostra? Chiedetegli le loro strategie preferite, e condividete le vostre. Entrambi ne trarrete beneficio, e vi darà un’idea degli USP della competizione, in modo tale da poter differenziare il vostro, in futuro, per essere ancora più unici.

  1. Come potete migliorare?

Avete messo in pratica tutti questi consigli, e comunque non avete ottenuto il posto? Succede, purtroppo, specialmente in periodi di crisi. Avete ancora un asso nella manica, però, ed è il più semplice di tutti da usare: chiedete. Chiedete al recruiter perché non vi ha assunto. Non con tono accusatorio, ben inteso, bensì nel modo più obiettivo possibile. Fatevi dire che cosa, nella vostra documentazione o nel vostro colloquio, li ha dissuasi dall’assumervi. E poi, correggete l’errore prima del colloquio successivo.

Fonte immagine: ninjamarketing.it