Job-hopping: è positivo per la tua carriera?

Job-hopping: è positivo per la tua carriera?

Non sono in molti ad apprezzarlo, eppure in alcuni casi lasciare una compagnia che ci ha appena assunto sembra essere la soluzione migliore. Ma come gestire una situazione del genere? Unisciti alla nostra discussione su Twitter per scambiare opinioni e condividere consigli.

MANILA, Filippine – Quando un lavoro non ti rappresenta, quando senti che le tue capacità non vengono apprezzate o ancora, quando non c’è possibilità di fare carriera, lasciare il proprio lavoro può rivelarsi la decisione più giusta.

Molti datori di lavoro si stanno però lamentando della nuova tendenza chiamata “job-hop”, ovvero la propensione a saltare da un lavoro all’altro molto più spesso del solito, e proprio quando un impiegato inizia ad inserirsi.

Un sondaggio condotto da JobStreet  nel 2015 indica infatti, che uno dei problemi principali per i datori di lavoro è proprio quello di assumere dei neo-laureati. Le compagnie investono molti soldi per formare e inserire propriamente un nuovo dipendente (aiutandolo ad integrarsi, fornendo strumenti, garantendo corsi di formazione, ecc..). Quando qualcuno lascia il lavoro, tutto questo viene gettato dalla finestra- e nuove spese devono essere affrontate per assumere e formare un sostituto.

Si tratta di un rito di passaggio? Di una cosa necessaria al fine di trovare il lavoro più adatto?
Lo Job-hopping è davvero positivo per la carriera?
Non sembrano esserci risposte univoche e corrette. Dipende piuttosto dalle prospettive che ognuno ha.

Parliamone insieme. Quando è davvero il momento di lasciare un lavoro? Bisogna mettersi nei panni del datore di lavoro? O bisogna solo stringere i denti e tener duro?
Raccontaci la tua esperienza, condividi la tua storia e i segreti che hai appreso durante la tua carriera.

Leggi l’articolo originale su: Rappler.com

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